
Progetto spettacolo - Teatro del Borgo
24 e 25 ottobre
È LA FINE DEL MONDO
(E NOI STIAMO BENE)
Teatro del Borgo
Stagione 2025-2026
2, 9, 16 ottobre 2026
YOUTH
Rassegna di letture dedicata alla Beat Generation.
Aspettando la nuova stagione CREPE, tre serate tra musica, letteratura e... un bicchiere di vino!
Giovedì 2 ottobre ore 20.30
PRIMO BEAT
con Fabio Casano, Antonio Somma e l'allievo del Laboratorio Adolescenti Francesco Rousseau
Voce: Lia Somma
Giovedì 9 ottobre ore 20.30
SECONDO BEAT
con Fabio Casano, Ilaria Felter e l'allieva del Laboratorio Adolescenti Emma Ontano
Voce: Lia Somma
Giovedì 16 ottobre ore 20.30
TERZO BEAT
con Ilaria Felter, Antonio Somma e l'allieva del Laboratorio Adolescenti Sofia Mirtilla Melis
Voce: Lia Somma

24 ottobre ore 20.30 - 25 ottobre ore 19.30
E' LA FINE DEL MONDO... E NOI STIAMO BENE
con (in ordine alfabetico): Elisa Castelli, Martina Chirichella, Federico Crafa, Sara Grattoggi, Irene Onofrio, Fulvia Rum, Lia Somma, Rodolfo Toffali, Valeria Valsasina, Federica Vitale, Anna Vitelli
drammaturgia collettiva
regia di Fabio Casano
produzione Teatro del Borgo - Progetto spettacolo
“E se la Terra finisse domani e si potesse ricominciare, perché non provare a vivere come foste alieni? Meravigliatevi di tutto. Fate finta di essere appena arrivati in questo posto e rendetevi conto di quanto è bello!”
Fine anni Settanta. Un paese di provincia raccoglie una serie di anime inquiete alla ricerca di un senso profondo, di occhi attraverso i quali essere visti per come si è, e di ritmi giusti su cui sincronizzarsi e ballare, magari seguendo le orme del flusso del decennio in arrivo, della nascente Jane Fonda.
Terrestri alieni e alienati dal mondo, ma che continuano testardamente a sbattersi tra guru, chiamate cosmiche, musical futuristici, case da ristrutturare, oroscopi, tangenziali da fermare e l’articolo di una vita da scrivere. Solitudini che si affiancano e si sostengono in attesa di una fine del mondo che, in fondo, “non è poi così urgente”.

21 novembre ore 20.30 - 22 novembre ore 19.30
RADIO MACBETH
drammaturgia e regia Michele Segreto
con Roberto Marinelli
costumi Alessandra Faienza
con la partecipazione vocale di Alice Francesca Redini
testo realizzato presso teatro in-folio/Residenza Carte Vive
si ringraziano Teatro Fontana, Teatro Telaio
produzione servomutoTeatro
Il 17 ottobre del 1943 Eric Blair presenta una versione radiofonica del “Macbeth” ai microfoni della BBC, come parte di un programma di propaganda per le Colonie Britanniche.
Poche settimane dopo, il presentatore si licenzia senza preavviso.
Quali che siano le motivazioni di quel gesto, la puntata sul “Macbeth” segna la fine di Eric Blair, destinato alla fama con il nome di George Orwell.

Dall'1 al 23 dicembre 2026
MITOVIVO
PianoinBilico presenta il Festival contemporaneo sul Mito tra teatro, musica, filosofia e stelle
1 dicembre - ore 20.30
MITO E STELLE
Un viaggio tra teatro, musica e cielo notturno
5 dicembre - ore 20.30
MITO ED EROI
Sfide, imprese e destini senza tempo
10 dicembre - ore 20.30
MITO ED EROINE
Ritratti di forza e fragilità
12 dicembre - ore 20.30
MITO E FILOSOFIA
Il Mito tra illusione e verità
15 dicembre - ore 20.30
MITO E AMANTI
Coppie eterne, destini intrecciati
16 dicembre - ore 20.30
MITO E ADOLESCENZA
Prometeo Instagrammato
23 dicembre - ore 20.30
MITO E MUSICA
Concerto Trio Simona Severini e MaffeisLab

Dal 18 al 21 dicembre
PERSONALE B.E.A.T. TEATRO
Giovedì 18 dicembre ore 20.30
UCCELLI
Venerdì 19 dicembre ore 20.30
Sabato 20 dicembre ore 19.30
LA VACCA
Domenica 21 dicembre ore 16.30
DRAMMA FERROVIARIO - DIREZIONE PETUSKI
Periferie bellissime e squallide attraversate da eroi inosservati e quotidiani.
Con la sua prima personale B.E.A.T. - diventata nel 2025 impresa di produzione teatrale under 35 riconosciuta dal MiC - porta in scena al Teatro del Borgo tre spettacoli del suo repertorio che invitano a respirare il presente in un mondo che continua a trasformarsi, creando sempre più periferie umane che dovrebbero essere abbattute.
Questi miti, pur con finali diversi, tracciano un percorso universale che tocca il lutto, l'ossessione e la crescita, temi che definiscono la condizione umana.
Un viaggio tra emozioni universali, riflesse nelle relazioni di oggi.

6 febbraio ore 20.30
NEMESI
con Nemo
regia/autore Guglielmo Nemo Barbieri
“Nemesi” è uno spettacolo che racconta le avventure e disavventure quotidiane di Nemo, nelle quali tutti possono riconoscersi.
Dal viaggiare in treno, all’affrontare ambienti ostili come la palestra o la piscina, fino al duro passaggio del vivere per conto proprio, “Nemesi” parla di tutto questo con il mezzo dell’ironia e della risata, facendovi sempre pensare: “è successo anche a me!”

26 febbraio ore 20.30
27 febbraio ore 20.30
28 febbraio ore 19.30
IL GIORNO PIU' FELICE DELLA MIA VITA
di e con Martino Corti, Fabio Zulli, Vanessa Korn
e con Luca Mainardi, Leonardo Ruffolo, Sara Zamprotta
produzione video Umberto Terruso
Tre amici che sono diventati adulti insieme si ritrovano in occasione del matrimonio di una dei tre, e così, in questo giorno felice, tra equivoci, confessioni, sorprese e riflessioni, tutti si trovano a chiedersi davvero cosa sia la felicità e quanta vita ci vuole per costruirla. Uno spettacolo divertente, sincero e disperatamente dolce-amaro, come la vita adulta. Un inno all'amicizia e all'imperfezione, tra risate e dolcezza.

6 marzo ore 20.30
HERMAN HESSELUNGA
con Andrea Nani
regia Andrea Nani
L’opera e la biografia misteriosa di Herman Hesselunga, il poeta della grande distribuzione. Dal ritrovamento delle poesie nascoste tra i prodotti dei supermercati o addirittura scritte sui prodotti stessi, al compimento della grande missione salvifica per l’umanità: trovare il Poeta e condividerne l’arte col mondo intero. Il filo che porta a Herman e si snoda attraverso l’Italia, da Milano a Napoli, è imperlato delle figure che a lui son state più care: l’amico poeta Thomas Wonderful, la musa poetessa e amante Vagina Wolf, il pittore Mino Waller. Una ricerca che tuttavia non sarebbe stata mai portata a termine senza l’aiuto di un investigatore professionista: Paul Niente Detective. Un viaggio dai contorni surreali in una narrazione comica dalle tinte psichedeliche ma altamente poetiche, tra reading, performance e teatro canzone-rap!

21 marzo ore 19.30
RECITAL
di e con Walter Leonardi
regia Walter Leonardi
produzione Buster
Uno spettacolo libero. Libero da linee drammatiche, libero da linee comiche e libero da linee di qualsiasi forma lineare. Fa ridere, commuove, ci si incazza ma se si sta attenti a volte si gode di poesia. Ovvero di bellezza. Ovvero ci si diverte.
Dove divertere non vuol dire divergere dal pensiero fisso dei vita di tutti i giorni, ma ridere di lei e con lei di tutta questa follia che si chiama esistenza. Uno schema fintamente caotico di monologhi, improvvisazioni, qualche canzone e poesia a strafottere. Materiale di repertorio e non degli ultimi 30 anni di palchi, pedane, teatri, locali, radio, cinema e televisione frequentati dal Leonardi.

17 aprile ore 20.30
18 aprile ore 19.30
SENZA OFFESA, FATE SCHIFO
con Gil Giuliani, Gaia Magni, Silvia Napoletano e Francesca Santamaria Amato
produzione Gaia Magni / Kneesbent77
aiuto alla regia e video a cura di Gil Giuliani
scene e costumi a cura di Cecilia Ferrero
consulto psicologico di Carmela Vaccaro psicoterapeuta
Ogni famiglia vive in un disordinato equilibrio fatto di potere, di cose non dette, di cose dette fin troppo, di gelosie, di strategie folli per ottenere amore. E tutto "funziona", finché qualcuno non va in terapia. E dalla terapia non si torna indietro. Non si può ignorare la consapevolezza che ciò che ti è sempre sembrato normale in realtà non lo è, che c'è qualcosa di radicato e tramandato di generazione in generazione, e che forse ora, si può finalmente spezzare un ciclo.
Ma come si fa?
“Senza offesa, fate schifo” è un ritorno a casa, è un faccia a faccia con ciò da cui si è fuggiti, è un tentativo di guarigione tanto divertente per chi lo guarda, quanto doloroso per chi lo vive.

8 maggio ore 20.30
9 maggio ore 19.30
10 maggio ore 19.30
PROMETEO DECADUTO
autore Chicco Dossi
con Edoardo Barbone
regia Edoardo Barbone e Chicco Dossi
scene Alice Vanini
costumi Grazia Ieva
disegno luci Edoardo Barbone
progetto sonoro Chicco Dossi
assistente alla regia Giulia Amato
con il sostegno di Residenza Carte Vive / teatro in-folio
A quarant’anni dall’esplosione che ha segnato il "punto zero" della modernità, la compagnia servomutoTeatro debutta a Milano con un’opera che trasforma il reattore numero 4 in un’ara sacrificale. Prometeo decaduto non è una cronaca dei fatti del 1986, ma una riscrittura mitologica che indaga il trauma di un’intera civiltà attraverso i canoni della tragedia classica.
Il potere ha sempre lo stesso volto, che vesta il peplo o un’uniforme ministeriale. È l’illusione di chi, seduto dietro una scrivania, firma ordini ignorando le leggi del mondo.
Quarant’anni fa è andata in scena l’ennesima tragedia classica: il disastro di Chernobyl.
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La tecnica ha preteso di imbrigliare il fuoco senza conoscerne il prezzo.
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Il potere ha scelto di proteggere il sistema sacrificando la collettività.
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La natura ha semplicemente risposto, ricordandoci che il destino non accetta ordini di servizio.
In un monologo polifonico portato in scena da Edoardo Barbone, Prometeo decaduto non fa cronaca. Mette sotto processo l’arroganza. Un unico attore incarna il conflitto tra chi comanda il silenzio e chi, col proprio corpo, deve gestire il fallimento di quel comando. Non serve citare il luogo del disastro. I nomi cambiano, la dinamica resta: l’arroganza del potere diventa il calvario di un popolo.

26 giugno ore 20.30
BOBBY
di Francesco Brandi
regia Giacomo Poretti
con Ippolita Baldini e Francesco Brandi
produzione Teatro de Gli Incamminati
Bobby è nato da un sogno.
Una notte intera passata a guardarmi allo specchio. Ma lo specchio, quella volta, mi rispondeva.
Non era un incubo, tutt’altro. Il tono era leggero, ironico, quasi allegro.
Il mio doppio mi inchiodava alle mie responsabilità, ma senza giudizio, senza condanna, senza gravità.
Solo con una verità limpida, disarmante.
La mattina dopo, ripensando a quel sogno, ho capito che poteva diventare un racconto teatrale.
Un monologo, però, avrebbe ridotto — anzi, cancellato — una parte fondamentale: la relazione.
Perché da soli non si fa nulla.
E allora è nato il dialogo.
Con chi? Con un pupazzo.
Anzi, il pupazzo.
Quello che tutti abbiamo avuto da bambini. Quello che ci conosce da sempre.
Il pupazzo che portiamo dentro, che sa tutto di noi, e che un giorno decide di parlare.
Esce dal suo involucro e ci mette di fronte alle nostre contraddizioni, alle nostre ipocrisie, alle nostre piccole miserie. Ma non lo fa per seppellirci.
Lo fa per farci rinascere.
Per indicarci una strada buona, per la seconda parte della vita.
Da questo incontro nasce un dialogo spassoso, tenero, a tratti spietato.
Un confronto tra Giacomo — un quarantenne qualunque, con una moglie, un lavoro, un mutuo, e molto da perdere — e il suo pupazzo, che invece non ha nulla da perdere, e quindi può dire tutto.
Due percorsi paralleli che, inevitabilmente, si incrociano.
Perché sì, siamo tutti diversi, ma siamo tutti sulla stessa barca.
E quella barca, che ogni tanto sembra affondare, è la nostra vita.
La battaglia che ciascuno combatte è il senso stesso del nostro stare al mondo.
Dopo molte riflessioni, ho deciso di affidare la voce del pupazzo a una donna.
Perché nulla, come una voce femminile, sa essere guida, e nulla, come una voce femminile, sa far sorridere nel raccontare un fallimento e la fatica di risalire.
Dentro Bobby ci sono tutti i temi che mi sono cari:
il dialogo con l’ignoto, il fallimento come punto di partenza, la barca che galleggia a fatica, il rapporto con gli altri
— genitori, amici, colleghi — l’amore, le sue vanità, le sue disperazioni.
E poi ci sono due presenze che mi accompagnano da sempre: Bruce Springsteen e Woody Allen.
A loro devo, in un certo senso, la mia sopravvivenza.
Bobby è un sogno.
Il mio sogno.
Il mio modo di vedere il teatro:
far ridere le persone, farle emozionare, farle sentire parte di un momento che è mio ma, allo stesso tempo, anche loro.
Perché più siamo, meglio è.
Perché da solo non si salva nessuno.

