
È TUTTO DA VEDERE
Giovedì 22 aprile ore 20.00
Venerdì 23 aprile ore 20.00
di e con Martino Corti
e Vanessa Korn
chitarra, loop station
e tutto il resto Luca Nobis regia Vanessa Korn
musiche originali Martino Corti e Luca Nobis
È tutto da vedere è una riflessione delicata, comica e sincera sulla tematica più vecchia e al contempo più emozionante del mondo: l’amore. Conquistare una ragazza ai tempi dei social media, soprattutto se rientra nella schiera degli “amici”, è davvero un’impresa: una volta la si poteva sorprendere raccontando di un fatto divertente o di una cosa strana che si è vista. Ora, leggendo le riflessioni in bacheca e guardando le fotografie pubblicate lei, come centinaia di altre persone, conosce ogni cosa. O forse no?
Inizia così il divertente racconto che mischia, in un continuo salto avanti e indietro nel tempo, le tappe della crescita di una coppia, dal primo incontro sino al fatidico momento in cui due gocce di pipì e un bastoncino di plastica comunicano che diventeranno genitori. Tutto, ancora una volta, cambia tra attese, ansie, senso di inadeguatezza, propositi di non ripetere gli errori dei genitori, ed è dominato da quel senso di “paura di aver paura” che Corti canta in Un attacco di panico che non arriva mai. Arriva invece Mirtilla, un piccolo concentrato di energia e tenerezza che, col solo suono dei passettini in avvicinamento, scaccia ogni timore.
In È tutto da vedere c’è probabilmente molto di autobiografico, valorizzato da un accurato lavoro di scrittura che prende i ricordi dei due autori per frammentarli ed estrarne piccoli sketch, ciascuno con protagonista una singola emozione. La regia ricompone le parti conferendo allo spettacolo un ritmo sostenuto grazie al quale le situazioni, ciascuna sottolineata da un diverso gioco di luci, scorrono in un flusso continuo. Lì, in scena, vestiti di bianco e nero, con gilet e bretelle, impegnati in una recitazione dalla forte componente fisica che a tratti sembra sconfinare in passi di danza al suono della chitarra di Luca Nobis, i due protagonisti maturano pian piano dai monelli di un film muto ai personaggi di una Nouvelle vague.
